Lillaz e Champlong
Arte in paradiso

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Oggi è un momento importante nella mia vita.
Riesci a immaginarlo? Una vita passata in miniera.
Hai capito bene, sono l’ultimo minatore che ha attraversato le gallerie di Cogne e che oggi ha l’incarico di chiudere la porta e consegnare alla storia questo luogo. È un’emozione che mi pervade.
La porta che chiudo oggi è un nuovo inizio.
Questo luogo ricco di storia nel 2021, per volere della comunità di Cogne, è diventato un centro museale: oggi è possibile visitarlo per entrare in contatto con i fatti che hanno costituito il dna della miniera.
La miniera ha una storia antica, molto più antica di me.
Pensa, si risale indietro di secoli, fino al Quattrocento, quando il controllo era nelle mani del vescovo di Aosta. Nel corso del tempo, fu sotto la guida di César-Emmanuel Grappein che le miniere diventarono un vero polo produttivo e fonte di guadagni. Sempre grazie al suo intervento anche le condizioni di lavoro degli operai migliorarono. Una figura davvero illuminata, il dott. Grappein.
Il tempo passa e una compagnia belga acquista le miniere e dà loro nuovo impulso: ed è qui che sono arrivato io.
Posso dire di essermi avventurato nelle viscere della terra.
La magnetite è il minerale più ferroso che esista in natura. Quella presente a Cogne ha una qualità altissima.
E la storia non finisce ancora, perché dal 2014 le miniere tornano ad essere parte del Comune di Cogne, un vero pilastro della comunità.
Oggi questa storia la racconto a te perché tu possa custodirla e dare una voce a un luogo così speciale.