The cable car’s lattice
Museo a cielo aperto

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Dai ghiacciai passiamo alle piante per spiegare il fenomeno della risalita della vegetazione. Quasi il 50% del territorio del Parco si trova al di sopra dei 2500 mt, un regno di rupi, detriti e nevi perenni. Ma il ritiro dei ghiacciai sta lasciando sempre più posto a vegetazione pioniera come la Saxifraga oppositifolia piccola pianta che cresce a forma di cuscino per resistere al vento e al peso della neve. È capace di colonizzare i detriti morenici già l’anno successivo dopo il regresso glaciale poiché si insedia e sviluppa nelle fessure rocciose e l’indizio lo fornisce proprio il suo nome che significa saxum/sasso e frangĕre/rompere.
Nel Parco è in corso un monitoraggio permanente di questo fenomeno in tre aree di studio, tra cui l’area del ghiacciaio Loson qui in Valle di Cogne: le aree di studio sono fisse e delimitate da picchetti e attraverso ripetuti conteggi, si misurano le variazioni nel numero di specie vegetali che colonizzano le morene e lo spazio da loro occupato. Questi monitoraggi rivelano che la colonizzazione della vegetazione, in questi anni, è risultata decine di volte più veloce dei modelli di previsione, verosimilmente per gli effetti della crisi climatica, con temperature estive elevate, anche ad alte quote, e stagioni calde più lunghe che in passato. I cambiamenti più evidenti avvengono proprio vicino al fronte glaciale, nonostante l’ambiente sia apparentemente inospitale.
Se hai un binocolo, guarda sotto i ghiacciai, non sono tutte rocce, è pieno di piante!