Uno sguardo panoramico sulle miniere

Arte in paradiso

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La miniera di magnetite di Cogne, chiusa nel 1979, è stata una risorsa primaria in Europa per la qualità del minerale. Ha influenzato significativamente l’economia e la storia della regione, rappresentando un pilastro nella storia di Cogne.

La miniera, situata sul Monte Creya, era attiva già dai primi del Quattrocento e culminò in un grande sviluppo nel Novecento. Per secoli fu sotto il controllo del vescovo di Aosta e conte di Cogne, poi nel XVII secolo diventò proprietà del Comune. César-Emmanuel Grappein (1772-1855), figura di spicco di Cogne, assunse la direzione delle miniere, migliorandone produttività e guadagni, resistendo a interferenze esterne. Tuttavia, l'intervento statale con la nomina di direttori esterni verso la metà dell’Ottocento peggiorò la situazione.

Tra alti e bassi, la miniera sopravvisse fino all’alba del Novecento, quando una compagnia belga riuscì ad acquistarla dal Comune di Cogne e le diede un impulso senza precedenti. I resti del villaggio minerario (2.402 m) e della teleferica testimoniano gli sforzi per modernizzare l'attività estrattiva. Nel 1922, una ferrovia in galleria collegava Cogne a Eaux-Froides (Gressan), facilitando il trasporto dei minerali che giungevano a una teleferica per poi scendere ad Aosta presso l’acciaieria. Nonostante le sfide dei due conflitti mondiali, la miniera continuò a contribuire sia all'industria bellica che a quella civile. Il complesso fu abbandonato nel 1979, ma oggi è possibile visitare il sito di Costa del Pino (2.031 m) con guide esperte, offrendo un'immersione nel mondo del lavoro minerario di un tempo.

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