La casa dell’orologio

Arte in paradiso

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Nel 1767, il cuore di Cogne fu trasformato dalla costruzione della casa dell’Orologio, più tardi abitata da César-Emmanuel Grappein (1772-1855), noto medico, direttore delle miniere e innovatore. La casa rappresenta un importante simbolo culturale e storico per la comunità.

Il centro di Cogne nel XVII e XVIII secolo ospitava diverse famiglie benestanti. Jean-Pantaléon Grappein, nonno di César-Emmanuel, acquistò queste strutture, unificandole in una grande palazzina con portale ligneo e decorazioni barocche. La casa subì vari rifacimenti, culminando nel tardo Settecento con l’aggiunta di intonaco e greche angolari. César-Emmanuel Grappein intervenne sulla casa, arricchendola ulteriormente con orologi facciata nel 1806, dopo il suo rientro dagli studi a Torino.

Per quanto in pessime condizioni, l'orologio nordorientale, con le frasi “vide et vade” e “fugit irreparabile tempus”, è accompagnato da quattro volatili simbolici come il pavone. L'orologio sudoccidentale, invece, mostra ancora le ore del giorno e i giorni del mese, con iscrizioni che ricordano lo scorrere del tempo, tratte da opere di Ovidio. Il meccanismo dell'orologio, databile intorno al 1805-1806, includeva elementi in legno e metallo con pignoni a gabbia e scappamento a caviglie. L’utilità di un orologio pubblico di tal genere era fondamentale per l’intera comunità locale. La presenza degli orologi, infatti, avrebbe messo freno alle accese dispute che si potevano verificare in occasione dell’irrigazione dei campi, regolamentata proprio da un utilizzo scandito seguendo determinati orari.

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