Fontana in ferro

Arte in paradiso

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L’opera, plasmata con il ferro della miniera di Cogne, fu costruita tra il 1809 e il 1816 dal dottor César-Emmanuel Grappein, direttore delle miniere di magnetite. Attualmente è collocata ai confini del Prato di Sant'Orso, ma in origine si trovava vicino alla Casa dell'Orologio.
Gli abitanti del luogo commissionarono la fontana a causa dell’esaurimento della sorgente principale. La nuova captazione d’acqua e la costruzione di una fontana in sostituzione di quella in legno logorata risultarono necessarie. La fontana simboleggia i primi decenni dell’Ottocento a Cogne, segnati dalla ripresa dell’estrazione della magnetite. L’insieme rappresenta un monumento sia pratico, sia simbolico, ispirato alle antiche fontane sacre che affascinavano Grappein.

La fontana ha una forma ottagonale irregolare, con le pareti interne che ospitano le iniziali dei finanziatori e una grande croce sul lato meridionale. La croce, fusa presso lo stabilimento di Chévril, ha un volto di Cristo nel centro.
Sul lato sud, esternamente, una frase di Ovidio “cura quid expediat” affiancata dalle iniziali “GM” (Grappein Medico) sottolinea l’importanza della responsabilità pubblica. La rappresentazione di un ibis o fenice indica il risveglio della miniera. Sul lato nord, un monito ai compaesani di non abbandonare l’agricoltura per la miniera cita Virgilio (“O fortunatos nimium, sua si bona norint, agricolas”). Le civette e i gufi richiamano saggezze antiche e le critiche di Grappein verso la rapacità dei suoi avversari. La fontana è stata spostata nella posizione attuale dopo la Seconda guerra mondiale e restaurata nel 2012.

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