Castello Reale

Arte in paradiso

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Nel XII secolo, il vescovo di Aosta, con il consenso dei Savoia, eresse un castello a Cogne, simbolo del suo crescente potere nella zona. Costruito intorno al 1202, il castello è menzionato per la prima volta nel 1245 come turris domini episcopi.

Una cappella dedicata a Santa Caterina, ubicata all’interno, e un tribunale addossato ad est arricchivano il complesso, testimonianza della vita amministrativa e religiosa dell'epoca. Una gradinata all'ingresso della torre univa il complesso alla piazza, il "barrio", dove i capifamiglia si riunivano annualmente nel parlamento locale, la "Sogne", presieduto dal vescovo che saliva per l’occasione da Aosta. Durante l'anno, il maniero era abitato da un castellano e da guardie.

Nel 1834, ormai in rovina, la struttura fu ceduta alla parrocchia e usata come sede della Rettoria. Negli anni '60 dell'Ottocento, oltre a essere usato come alloggio per turisti e stazione dei Regi Carabinieri, il complesso ospitò anche un osservatorio meteorologico, grazie all'iniziativa del canonico Jean-Pierre Carrel, il primo del suo genere in ambito alpino. Nel 1873, Vittorio Emanuele II acquistò il tutto per le sue cacce reali, portando Cogne alla ribalta e favorendo lo sviluppo del turismo. Più tardi i suoi successori preferirono la residenza di Sarre; quindi, il castello servì come sede della società delle miniere, albergo e biblioteca comunale. Due targhe sulla facciata commemorano il castello come Monument National e le cacce del re. Oggi funge da residence per turisti.

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