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Si ignora la data di fondazione dell’antica cappella di Montroz che nel 1693 venne interdetta e chiusa al culto dal vescovo di Aosta perché in cattive condizioni e priva dei paramenti necessari. Nel 1711 sullo stesso luogo venne eretta una nuova cappella e il 5 aprile dell’anno successivo fu redatto l’atto di fondazione da parte degli abitanti di Montroz e di alcuni di Tarabouque. In quell’occasione venne stabilito che la festa patronale venisse celebrata il mercoledì dopo Pasqua. La cappella è stata restaurata nel primo decennio del XXI secolo, con inaugurazione l’8 agosto 2009.
Una seconda cappella, oggi non più esistente in quanto fu alienata e demolita nella prima metà del XX secolo, situata poco più a valle, fu fondata il 3 aprile 1821, la cui festa patronale cadeva il 4 maggio. La dedicazione al Saint-Suaire di questo nuovo edificio ottocentesco, avvenne il 18 maggio del 1832. Nella prima metà del XX secolo era in pessimo stato e necessitava di restauri ingenti. Una pietra posta sul muro di contenimento della vecchia strada comunale, che scende da Montroz verso il Villaggio Minatori, ricorda il luogo ove sorgeva questa seconda cappella ottocentesca, con incisa la data 1822 – in località Les Bioles. Una notizia curiosa relativa a questa cappella è riportata in un registro conservato nell’archivio parrocchiale: «Il est à regretter qu’on ait adopté pour ce sanctuaire si riche et si exposé à la vue un plan tel qu’on le prendrait pour une maison de campagne».
Possiede al suo interno un pregevolissimo altare ligneo datato 1748, assegnabile alla mano degli scultori Gilardi, dalla Valsesia, che purtroppo è stato pesantemente depauperato dai furti perpetrati negli anni 1974-1975. La struttura era infatti popolata da una moltitudine di statue tra cui quelle della nicchia centrale raffiguranti sant’Antonio da Padova inginocchiato di fronte al Bambino Gesù e i santi Giovanni evangelista e Giovanni Battista, nel registro superiore era collocata la figura della Madonna con la statua dell’apostolo Pietro e quella di sant’Andrea, unica superstite dopo i furti.
Al suo interno la cappella di Notre-Dame de Pitié di custodisce un altare ottocentesco in muratura a finto marmo e stucchi policromi. Ai lati dell’altare sono poste le statue dei santi Grato e Giocondo, patroni della diocesi aostana, mentre al centro è posta una tela raffigurante la Nostra Signora della Pietà, titolare della cappella, con san Giovanni evangelista e Maria Maddalena. Il medesimo soggetto caratterizza la tela dell’altare originario, realizzato in legno con colonne tortili, ancora oggi conservato nella cappella e databile al primo quarto del XVIII secolo. Nell’aula della cappella è conservato un grande quadro di notevole interesse: databile al XIX secolo, raffigura la Sacra Sindone sorretta dalla Vergine, Giuseppe d’Arimatea, la Maddalena, san Giovanni e Nicodemo, con una ricca cornice dipinta; il quadro proveniva dalla cappella ottocentesca, situata in località Les Bioles, oggi non più esistente.
Intitolatata a Notre-Dame de Pitié, Patrono primo mercoledì dopo Pasqua.
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