Birds of prey: the Golden Eagle and the Bearded Vulture
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La cappella di Gimillan risale al XVII secolo. Sappiamo infatti che il 6 giugno 1654 due abitanti del villaggio, Antoine e Panthaléon Guichardaz, istituirono un legato per una messa in onore di san Pantaleone da celebrarsi annualmente nell’edificio sacro, fatto costruire in precedenza dal loro padre Antoine Guichardaz. Di piccole dimensioni, la cappella venne ingrandita verosimilmente intorno alla fine del secolo. Nel 1693 era stata infatti “interdetta” dal vescovo di Aosta poiché era troppo “attaccata” alle case limitrofe. In ottemperanza a tale indicazione è verosimile che essa sia stata ricostruita e ampliata subito dopo, tanto che nel 1700 risultava “ben costruita e ben ornata”. Nel 1819 la cappella versava in pessime condizioni e nel 1826 venne chiusa al culto. Dopo essere stata restaurata, nel 1845, nel 1846 gli abitanti del villaggio vi fondarono una messa, da celebrarsi ogni anno il 18 ottobre, per invocare la protezione contro inondazioni e frane.
Nel 1859 fu costruito all’angolo meridionale della cappella l’alto campanile dotato di orologio e il 27 settembre 1883 esso fu dotato di una nuova campana. Nuovamente restaurata negli anni 1925-’26 e ancora nel 1980 con il rifacimento del tetto. Il patrono, che originariamente si festeggiava il 27 luglio, giorno di San Pantaleone, venne traslato al 1° maggio al fine di consentire ai dipendenti della vicina miniera di partecipare, in un giorno comunque non lavorativo. Il primo maggio coincide anche con la festa di San Giuseppe artigiano, istituita da papa Pio XII nel 1955 durante il decennale delle Acli.
La cappella custodisce al suo interno un altare in legno intagliato, dipinto e dorato, datato 1750, con le statue di san Pantaleone, san Pietro e sant’Antonio abate e quella della Vergine Maria posta in alto nella nicchia della cimasa. Scandito da colonne tortili, la struttura colpisce per la ricchezza rococò dei suoi intagli ed è assegnabile alla mano degli scultori della famiglia Gilardi, originari di Campertogno in Valsesia, attivi anche per gli altari della chiesa e delle cappelle di Cogne.
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